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Oggi è più facile che mai informarsi sulla finanza personale. Libri, blog, podcast, video e contenuti di ogni tipo permettono a chiunque di costruire una buona cultura finanziaria. Ed è un bene.
Ma conoscere i principi dell'investimento non significa necessariamente riuscire ad applicarli per decenni, soprattutto quando la vita decide di metterci alla prova. Scegliere un portafoglio efficiente, quantificare la liquidità da investire e mantenere una visione di lungo periodo sono ottime decisioni. Il vero punto, però, è un altro: riuscire a restare fedeli al piano quando arrivano le tempeste. Cosa succede se i mercati attraversano anni difficili? Se emergono investimenti apparentemente più redditizi? Se si presenta un'improvvisa necessità di liquidità? Se tutti intorno suggeriscono di cambiare strada? La storia dei mercati ci insegna che il rendimento premia la disciplina. La vita, invece, ci ricorda che emozioni, imprevisti e paure fanno parte del percorso. Per questo la consulenza finanziaria non dovrebbe essere vista come una ricerca del prodotto migliore, ma come un supporto continuo nelle decisioni più importanti. Non un oracolo che predice il futuro, ma una bussola che aiuta a mantenere la rotta quando il mare si agita. Perché investire bene è importante. Continuare a farlo nei momenti difficili è ciò che spesso fa la differenza. Negli anni ’70, John Bogle introdusse un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: investire nel mercato, senza cercare di batterlo.
L’intuizione era chiara: invece di affidarsi alle decisioni di un gestore, spesso costose e non sempre efficaci, era possibile replicare un indice di mercato ampio e diversificato — come l’S&P 500 — riducendo i costi e beneficiando della crescita complessiva dell’economia nel lungo periodo. Da questa filosofia nasce l’investimento passivo: meno interventi, meno costi, più disciplina. A distanza di oltre 50 anni, gli strumenti che incarnano quell’idea — fondi indicizzati ed ETF — sono diventati accessibili a tutti. Tuttavia, ciò che osserviamo oggi è una progressiva distorsione del concetto originario. Molti investitori si definiscono “passivi” perché utilizzano ETF o fondi indicizzati. Ma nei fatti, il loro comportamento è tutt’altro che passivo. Comprare e vendere frequentemente strumenti finanziari, spostarsi tra settori, inseguire i trend del momento o le indicazioni trovate online: tutto questo ha un tratto comune — il tentativo di battere il mercato. È esattamente ciò che la gestione passiva nasceva per evitare. In altre parole, lo strumento è passivo, ma il comportamento è attivo. E questo ha conseguenze molto concrete. Uno dei principali vantaggi dell’investimento passivo è la riduzione dei costi espliciti. Ma quando l’investitore interviene continuamente, emergono altri costi, meno visibili ma spesso più impattanti:
ETF e fondi indicizzati restano strumenti estremamente efficienti. Ma non sono, da soli, una strategia. Il vero elemento determinante è come vengono utilizzati:
La finanza personale non è solo una scelta di strumenti, ma soprattutto una gestione di comportamenti. Avere un metodo è importante. Ma lo è ancora di più riuscire a mantenerlo nel tempo, soprattutto nei momenti di incertezza. In questo senso, il valore della consulenza non risiede soltanto nella selezione degli strumenti, ma nella capacità di:
L’intuizione di John Bogle resta oggi più attuale che mai. Ma per beneficiarne davvero, non basta utilizzare strumenti passivi. È necessario adottare un approccio realmente passivo anche nei comportamenti. Perché, in fin dei conti, non è tanto quale strumento si utilizza, ma come lo si utilizza. Che tipo di investitore sei?
Se le tue decisioni dipendono dai tweet dei politici, dalle notizie dei giornali economici, dai report delle banche centrali o dal “sentito dire”, probabilmente stai percorrendo una strada complicata. Se pensi di ottenere risultati nel lungo periodo facendo trading continuo e modificando il portafoglio ogni settimana in base a ciò che accade, rischi di rendere il tuo percorso da investitore molto più difficile del necessario. C’è un principio fondamentale da tenere a mente: il mercato non è prevedibile. Seguire il rumore del momento porta spesso solo stress e decisioni impulsive, che finiscono per danneggiare i risultati. Per questo motivo, le mie scelte sui portafogli dei clienti che seguo, si basano su dati storici e analisi statistiche. Questo approccio mi guida verso la diversificazione e una visione di lungo periodo. È un metodo costruito nel tempo, tra studio, letture di settore, errori e esperienza diretta. Non esistono scorciatoie, né “dritte” miracolose: quelle sono solo illusioni. Esiste invece un processo chiaro: definire un piano e costruire un portafoglio diversificato, coerente con la propria tolleranza alle oscillazioni del mercato. Alla fine, è molto più efficace concentrarsi su come allocare correttamente il capitale, piuttosto che inseguire ciò che promette guadagni rapidi nel minor tempo possibile. Arriva prima o poi per tutti, quel momento in cui ci si ferma a pensare:
“Che cosa faccio con i miei soldi? Come dovrei investirli davvero?” È una domanda legittima, ma spesso nasce più dall’urgenza del presente che da una visione sul futuro. E proprio qui sta l’errore: le migliori strategie non nascono dalla fretta di agire, ma dalla capacità di restare fermi quando serve e lasciare che il tempo faccia il suo lavoro. Investire bene non significa anticipare ogni movimento del mercato, ma accettare che salite e discese fanno parte del percorso. Non serve prevederle: serve esserci comunque. I dati storici sono chiari: chi ha mantenuto un’esposizione ampia ai mercati azionari globali per molti anni, attraversando crisi, guerre, inflazione e cambiamenti economici, ha ottenuto risultati solidi nel lungo periodo, spesso superiori ad altre alternative. In questo senso, il tempo non è un nemico: è uno degli alleati più potenti. Ma da solo non basta. C’è un altro pilastro fondamentale: la diversificazione. Non significa distribuire a caso, ma costruire un equilibrio tra aree geografiche, settori e strumenti diversi. È un modo per ridurre i rischi specifici e aumentare la probabilità di ottenere risultati nel tempo. Non puoi controllare ciò che accade nei mercati, ma puoi decidere come strutturare il tuo portafoglio per affrontarlo. E poi c’è forse l’aspetto più importante, anche se meno intuitivo: avere fiducia nel futuro. L’economia globale cresce perché le persone continuano a innovare, lavorare e adattarsi. Ogni crisi, per quanto dura, è sempre stata seguita da una fase di ripresa. Investire nei mercati non è un atto cieco, ma una scelta razionale basata sulla convinzione che, nel lungo periodo, il sistema continuerà a creare valore. Chi ragiona in quest’ottica non sta semplicemente “giocando” in borsa: sta costruendo qualcosa nel tempo. Al contrario, chi si lascia guidare solo dal presente rischia di perdere di vista ciò che conta davvero. Perché alla fine, nel breve periodo il mercato è rumoroso e imprevedibile, ma nel lungo tende a premiare chi ha saputo restare coerente, paziente e disciplinato. La Legge di Bilancio 2026 introduce importanti novità su previdenza complementare e TFR, segnando un’evoluzione strutturale del sistema. Le modifiche riguardano imprese, lavoratori e famiglie e rafforzano il ruolo della pianificazione previdenziale.
TFR: più versamenti all’INPS, meno in azienda Dal 1° gennaio 2026 aumenta l’obbligo di versamento del TFR al Fondo Tesoreria INPS per le aziende sopra determinate soglie occupazionali (calcolate sulla media annua):
Previdenza complementare: incentivi fiscali rafforzati Dal 2026 cresce la deducibilità dei contributi ai fondi pensione:
Prestazioni: maggiore flessibilità in uscita Dal 1° luglio 2026:
Dal luglio 2026 scatta l’iscrizione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti:
Per i lavoratori significa iniziare prima; per le aziende, rivedere la gestione del TFR; per le famiglie, proteggere il tenore di vita nel lungo periodo. Le nuove regole rendono ancora più importante valutare oggi le scelte su TFR e previdenza complementare. Una consulenza mirata consente di:
Se vuoi capire come queste novità impattano sulla tua situazione personale o aziendale, puoi contattarmi per un’analisi previdenziale dedicata. Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Quante volte abbiamo chiacchierato, discusso, con amici e famigliari su queste tematiche?
Ecco una risposta breve. Sì, una pensione probabilmente la prenderai. Ma non sarà “come quelle di una volta” e difficilmente basterà da sola a mantenere lo stesso tenore di vita, quindi il tuo ultimo stipendio. Perchè? Il sistema oggi è contributivo: significa che riceverai in base a quanto versi (e per quanto tempo) e non in base all’ultimo stipendio. Al giorno d'oggi il mercato del lavoro è profondamente diverso dal contesto che hanno vissuto i nostri genitori o i nostri nonni: le carriere sono discontinue = pensione più bassa gli stipendi bassi = pensione più bassa esistono molti lavori autonomi/precari = più rischio L’ente che gestisce tutto è l'Inps le proiezioni ufficiali dicono che chi oggi ha 30–40 anni potrebbe ricevere circa il 50–60% dell’ultimo reddito (...a volte meno). Tirando insieme le somme, se oggi hai 35 anni, la pensione non arriverà prima dei 67 anni ed è possibile che salga ancora (causa aspettativa di vita e politica). Non sono notizie che danno serenità, e che possono risolvere questo problema. Ma c'è un opportunità, ed è la parte più importante, quella che puoi controllare. La vera domanda non è “prenderemo una pensione?” ma piuttosto: “quanto sarà dignitosa?” E qui entra in gioco la pianificazione del proprio futuro, insieme al tuo consulente di fiducia, che ti permetta da subito, al più presto possibile, di crearti il tuo fondo pensione privato a lungo termine; non per diventare ricchi, non per fare le formichine per tutta la vita, perchè a volte basta davvero un piccolo contributo mensile... ma per non dipendere solo dallo Stato. In sintesi: pensare al proprio io, del futuro. Hai mai guardato davvero dentro ai numeri, ai rischi, alle opportunità che stai ignorando?
Gestire i propri risparmi, comprare e vendere azioni, criptovalute, fondi, non è come amministrare il budget della spesa: una decisione sbagliata oggi può avere conseguenze che si riverberano per anni. Eppure molti tendono ad autofidarsi, convinti che “io riesco a prevedere il mercato”, “ho studiato abbastanza”, “non voglio pagare commissioni o consulenze”. Ma quanta certezza puoi davvero avere? - Hai un piano ben strutturato che tiene conto sia della probabilità di guadagno sia della possibilità concreta di perdita? - Hai previsto cosa succede se il mercato cambia direzione repentinamente, come spesso accade, o in caso di eventi imprevisti? Hai mai considerato la possibilità contraria? Se tutto va bene sei felice. Ma se le cose non vanno come pensavi? Hai mai immaginato che potresti sbagliare analisi? Che potresti essere troppo ottimista, troppo influenzato da quel tuo bias personale? - Hai calcolato quanto potresti perdere in scenari “meno rosei”? - Hai previsto quali errori potrebbero derivare da decisioni impulsive, emotive, dalla mancanza di informazioni corrette o aggiornate? Non si tratta di scoraggiarti dal gestire da solo i tuoi investimenti: si tratta di invitarti a riflettere. Aggiungere consapevolezza, pianificazione, professionalità. Anche solo per evitare che il “fai da te” diventi “ho perso più del dovuto”. Sei pronto ad investire in un asset che può sembrare molto affascinante, perchè sia chiaro, il lingottino blisterato è molto simpatico e sexy, e da quella sensazione di sicurezza contro l'apocalisse finanziaria che pochi altri beni possono regalare, ma questo simpatico asset di investimento può impiegare 30 anni per tornare ai valori iniziali regalandoti volatilità del 50% e oltre.
In un momento in cui l’oro è tornato sotto i riflettori, molti investitori sono tentati di puntare tutto su questo asset, considerandolo un porto sicuro. Ma è davvero così semplice? Storicamente, l’oro ha vissuto fasi di grande volatilità. A metà degli anni '70 perse quasi il 50% del valore, recuperato solo sei anni dopo. Peggio andò tra anni ’80 e ’90, con un crollo del 70%, e un recupero durato quasi 30 anni. Anche il più recente declino, iniziato nel 2011, ha visto l’oro perdere il 45%, tornando ai massimi solo dopo un decennio. Questo ci ricorda che, pur essendo un bene rifugio, l’oro non è esente da rischi né da lunghi periodi negativi. Va inserito in portafoglio con equilibrio, e sempre all’interno di una strategia di diversificazione ben pensata. Inoltre, l’acquisto di oro fisico, che tanti sponsorizzano come panacea contro la volatilità e soluzione di guadagno sicura, comporta costi di commissione elevati, problematiche di sicurezza e scarsa liquidabilità in caso di vendita. Non sempre è la scelta più efficiente. Investire con consapevolezza significa non farsi guidare dall’emotività o dalle mode del momento. L’oro può avere un ruolo, ma solo se ben contestualizzato, e solo un consulente finanziario può supportarti nell'allocazione di questo importante asset di investimento. Non riesco a risparmiare, non posso in questo momento, ho troppe spese.
Queste sono alcune delle risposte che ricevo quando propongo un analisi di budget per cominciare una pianificazione di risparmio e di investimento. Eppure i soldi, nella maggior parte dei casi, ci sono. La vera domanda è: dove spendiamo e a cosa diamo la priorità? Guardiamo questa analisi del Corriere della Sera, relativa al settore del gioco d'azzardo in Italia. Gli italiani spendono ogni anno cifre sempre più alte: in soli 5 anni, +80% di aumento. Nel 2024 si sono superati i 150 miliardi di euro; una cifra che supera persino la spesa pubblica per la sanità. A confronto, le assicurazioni volontarie (quelle che servono a proteggere famiglia e imprese) si fermano a circa 24 miliardi. Cosa ci dice questo? Che emozione, speranza e desiderio di un cambiamento facile spesso contano più della nostra sicurezza, salute e stabilità. Questi ovviamente non sono ragionamenti razionali, ma sono ragionamenti umani. Spesso è molto più facile prendere la via semplice del biglietto che può trasformare la propria vita. Difficile è prendersi la responsabilità di finalizzare un piccolo risparmio mensile per il proprio io di domani. Ed è proprio per questo che tante persone hanno bisogno di essere guidate: per scegliere ciò che è giusto e non solo ciò che è facile. Anche partendo da una semplice analisi del proprio budget, perchè è l'unico modo razionale per mettere nero su bianco la propria situazione. In questi giorni si parla molto dell'andamento dei mercati azionari in seguito alle notizie provenienti dagli Stati Uniti e dalle politiche di Trump sui dazi. Ma non sempre i movimenti di mercato sono davvero legati alle notizie del giorno.
Spesso sono semplicemente reazioni emotive, influenzate da paure, euforia o voci di corridoio. Questo è quello che chiamiamo “rumore”. Il rumore è ovunque, ed è facile lasciarsi trasportare: una notizia negativa e scatta il panico, una positiva e si corre a comprare. Ma investire così significa navigare a vista, senza bussola. Si finisce per cambiare idea ogni volta che cambia il titolo del giorno, con l’ansia di sbagliare ogni scelta. La verità è che serve un approccio diverso. Serve un piano. Investire con obiettivi chiari, legati alla propria vita reale, e non alle notizie, è l’unico modo per affrontare i mercati con serenità. Quando sai perché stai investendo, ogni scossa diventa più gestibile. E non hai bisogno di controllare ogni giorno cosa fa la Borsa. Investire significa dare un nome ai soldi, abbinare il proprio patrimonio, finanziario e non, a cosa voglio ottenere nella vita, e solo un consulente esperto può aiutarti a mettere nero su bianco tutte le tue caratteristiche finanziarie ed assicurative per delineare un piano; piano che ti aiuti a restare concentrato sui tuoi obiettivi di vita, e non all'andamento di indici e mercati che sono indipendenti da noi e su cui non abbiamo nessun tipo di controllo. Con l'aiuto di un professionista puoi programmare la tua vita economica e finanziaria, perchè da solo non hai ne il tempo, ne spesso la voglia, di affrontare queste domande fondamentali per la tua vita: Perché risparmi? Perchè investi? Perché hai deciso di non spendere anche questo denaro? Per cosa sta risparmiando? Per chi sta risparmiando? Perché è importante il denaro per te? Che cosa è importante che i soldi ti aiutino a fare? Cos'è importante per te nella vita? Riporto uno splendido articolo del prof. Ruggero Bertelli, utile per comprendere cosa significa avere una sana cultura finanziaria.
"Si parla molto di educazione finanziaria. A me piace parlare di cultura finanziaria. La differenza consiste nella consapevolezza che l'educazione finanziaria non basta o forse non è necessaria fino in fondo. Mi spiego. Per prendere un medicinale che mi ha prescritto un medico non devo essere esperto di chimica. Può essere utile conoscere la differenza tra il cortisone, l'antibiotico e l'antinfiammatorio, ma è altrettanto chiaro che nel mio caso specifico, considerando il mio stato, la mia età, gli altri medicinali che prendo e altre mille cose, che non riesco nemmeno ad immaginare, solo un medico mi potrà veramente aiutare, fornendo la soluzione migliore. Non devo fare da solo. So che devo approfondire, rivolgermi ad un esperto abilitato all'esercizio della professione. E questa è cultura. Invece di andare a fare ricerche su internet, consultare l'enciclopedia medica, o cercare un amico con il mio stesso problema, devo andare dal medico; e devo fare tanta prevenzione. Non fumare, cercare di muovermi, mangiare con attenzione, bere il giusto, non bere in determinati casi, ecc. Anche questa è cultura. In "finanza" esiste la stessa differenza. Non è importante conoscere neld ettaglio il funzionamento dei mercati, la differenza tra azioni c obbligazioni, obbligazioni High Yield e investment grade, Etf e fondi comuni o Sicav, titoli di Stato e obbligazioni bancarie, sono troppe le sfumature perché queste conoscenze mi possano effettivamente essere utili [...]" Investire esclusivamente in strumenti passivi, come gli ETF, non è sufficiente per garantire il successo di un piano finanziario. Un costo (TER) ridotto, da solo, non determina l’efficacia di un investimento. Allo stesso modo, limitarsi a esaminare i test storici del passato non basta a prepararsi per affrontare l’incertezza del futuro. L’esperienza di un mercato solo in crescita non fa di qualcuno un esperto investitore. In effetti, anche un portafoglio meno performante, gestito con una buona dose di pazienza e determinazione, può superare un portafoglio ben strutturato se quest'ultimo è accompagnato da comportamenti inefficienti. La questione non riguarda tanto la composizione del portafoglio o gli strumenti scelti, quanto piuttosto il comportamento che si adotterà nel caso si verifichino eventi eccezionali, come una crisi simile al 2008, al 2000 o a un periodo simile agli anni ’70, caratterizzato da ribassi superiori al 50% e lunghi periodi di recupero, anche di oltre 15 anni. Cosa accadrebbe se, una volta raggiunti gli obiettivi di capitale, ci ritrovassimo con meno soldi rispetto a quanto investito inizialmente? Creare portafogli con una giusta allocazione tra i vari asset richiede conoscenza, esperienza e un certo distacco emotivo, qualità che solo un professionista preparato può garantire. Credere che basti conoscere alcune nozioni di base sulla finanza o avere familiarità con alcune tipologie di strumenti finanziari per impostare un corretto piano di investimento è un errore che può portare a perdere denaro, energie, tempo e opportunità preziose. Quando si investe, capita spesso di vedere il valore del proprio portafoglio oscillare. Alcuni giorni si guadagna, altri si perde. Ma è davvero una perdita quella momentanea riduzione di valore?
La realtà è che una perdita si concretizza solo quando si chiude una posizione. Fino a quel momento, quello che sembra un rosso in bilancio è solo un rallentamento del percorso verso il proprio obiettivo finanziario. E qui entra in gioco il fattore più prezioso di tutti: il tempo. È il tempo che permette ai mercati di riprendersi, alle strategie di investimento di maturare e agli obiettivi di essere raggiunti. Il detto "il tempo è denaro" non è mai stato così vero come nel mondo degli investimenti. Quindi, invece di preoccuparsi di ogni fluttuazione, bisognerebbe concentrarsi su una strategia di lungo termine e su una gestione del rischio consapevole. Perché la vera risorsa che non possiamo permetterci di sprecare non sono i soldi, ma il tempo. E qui il nostro supporto, il consulente finanziario al nostro fianco entra in gioco, con il supporto emotivo nel ricordarti, soprattutto nei momenti più difficili, del percorso intrapreso, per tornare in serenità sulla strada verso i tuoi obiettivi. Per un 25 enne di oggi che vuole sentirsi autonomo dal punto di vista finanziario, o che semplicemente vuole mettere da parte un piccolo capitale, impostare un piano di risparmio è spesso una difficoltà, a causa di molti fattori:
- il reddito a 25 anni, per quei ragazzi che hanno già un lavoro è troppo spesso basso e difficilmente si hanno capitali importanti con cui andare sul mercato ad investire - le tentazioni in questo mondo consumistico sono tante, e spesso ci troviamo a comprare un mucchio di cose che non ci servono, posticipando il risparmio "ad un altro momento" - risparmiare con un ottica pensionistica per 40 e più anni ci spaventa, perchè non riusciamo a concretizzare l'obiettivo della pensione Iniziare quindi da un obiettivo più “a vista”, come potrebbe essere per esempio un orizzonte temporale di 8/10 anni però, può far sembrare il nostro obiettivo molto più fattibile. Fissando inoltre nei classici 100 euro un importo ragionevole su cui pianificare il piano di accumulo, abbiamo già trovato un ottimo punto di partenza su cui fare qualche ragionamento senza aver bisogno di grandi capitali con cui entrare nel mercato degli investimenti. Il fattore fondamentale in questo campo da gioco è cominciare. Perchè prima si comincia, prima ci si da una disciplina, prima l’interesse comincia a giocare a nostro favore. Con un orizzonte temporale di 8/10 anni, grazie al supporto e al monitoraggio di un consulente finanziario, investendo la nostra piccola quota di risparmio mensile in un paniera ben diversificato di azioni ed obbligazioni mondiali, il nostro investimento può cominciare a svilupparsi e a darci la soddisfazione nel vedere il nostro piccolo capitale, che prima non esisteva, iniziare ad esistere. Nel mondo di oggi, dove siamo costantemente bombardati da immagini e video che celebrano la ricchezza e l'ostentazione, è sempre più complicato mantenere la propria rotta verso il proprio benessere finanziario, rispettando le proprie entrate, mantenendo costante il proprio tasso di risparmio, gestendo e calibrando ottimamente le uscite.
Tuttavia, è essenziale imparare a fare una distinzione tra chi questo successo e questa ostentazione lo mostra, per quali scopi viene mostrato, per attirarti in qualche trappola finanziaria, e se ha raggiunto il tanto agognato successo grazie al proprio impegno, o se, molto più comunemente, ha semplicemente avuto un colpo di fortuna. Un altro aspetto importante, per mantenere la rotta della propria vita economica, è capire qual è il vero scopo della vita: diventare ricchi o trovare un equilibrio che ci permetta di vivere in serenità e soddisfazione con ciò che abbiamo? Se il vostro obiettivo è accumulare ricchezza in modo onesto, sappiate che non esistono scorciatoie. Bisogna fare sacrifici, affrontare difficoltà, e imparare dalle sconfitte. Ogni fallimento è una lezione che vi prepara ad andare avanti. E quando le cose non vanno come sperato, mettendo alla prova la vostra determinazione, fermatevi e riflettete: è il momento di riorganizzare le idee, non di rischiare il tutto per tutto. Evitate di spendere per apparire ricchi. Invece, investite in ciò che può farvi diventare veramente ricchi. Le vostre entrate devono sempre superare le vostre uscite, questa è la regola aurea. Fate attenzione ai debiti: contrattateli solo per finanziare l'espansione della vostra attività. E se non riuscite a ottenere un prestito da una banca, non rivolgentevi mai a prestatori illegali. Quando desiderate qualcosa di superfluo e costoso, come una nuova auto, una moto o l'ultimo gadget elettronico, acquistatelo solo se vi è possibile pagarlo senza compromessi, magari due volte il suo valore. E' essenziale imparare a gestire i desideri, in questo mondo di fast shopping e ostentazione del nuovo, del bello e del lusso. Prendetevi del tempo prima di fare acquisti impulsivi. Aspettate qualche giorno, settimana, o anche un mese. Spesso, questa riflessione vi aiuterà a evitare acquisti inutili. Non risparmiate però sulle cose fondamentali: sulla protezione assicurativa adeguata, sulla vostra salute e sul risparmio. Investire per il vostro futuro è un atto di rispetto verso voi stessi. Ricordate, le giornate sembrano lunghe, ma gli anni passano in fretta. Se rimandate troppo a lungo l'apertura di quel piano di accumulo o del fondo pensione, perderete il bene più prezioso: il tempo. Investire significa guardare al futuro. Il futuro è sconosciuto e l'incertezza di ciò che accadrà ci porta a non rendersi conto che molta di quella stessa incertezza può essere ridotta grazie a una pianificazione "assicurativo-finanziaria" ben strutturata.
Le assicurazioni e la finanza, quando combinate in modo strategico, non si escludono, ma si rafforzano a vicenda, creando una consulenza completa. Una consulenza che prima di tutto offre protezione e poi consente di affrontare il futuro con maggiore sicurezza, rendendo meno incerta la strada che ci attende e meno necessaria l'interpretazione delle sue sfide. E in un'epoca in cui l'aspettativa di vita è più lunga e molte persone, anche anziane, si trovano a vivere da sole, il tema della non autosufficienza assume un'importanza che troppo spesso viene ignorata. Questo fenomeno riguarda in particolare gli anziani più fragili e, se guardiamo al futuro, l'Italia sembra destinata a diventare una nazione con una popolazione sempre più anziana. Tuttavia, le risorse pubbliche a disposizione dello Stato, sia oggi che in prospettiva, sono decisamente insufficienti per rispondere in modo adeguato ai bisogni di chi non è autosufficiente. In questo contesto, ci troveremmo costretti a far fronte a questa esigenza futura da soli, ma la nostra capacità di far crescere i risparmi nel tempo lascia molto a desiderare. Una delle ultime soluzioni praticabili sono le polizze assicurative Long Term Care, ma la loro diffusione è ancora inferiore al 1%. In questo scenario, emerge in modo evidente l'importanza della consulenza, che non può limitarsi a una gestione puramente legata all'asset allocation, ma deve affrontare anche queste tematiche vitali per il nostro futuro. Perchè il consulente finanziario (vero) non ti supporta esclusivamente costruendo un adeguato piano finanziario, ma ti aiuta a proteggere le cose più importanti del tuo presente, tramite coperture assicurative che includano assicurazioni contro la premorienza, assicurazioni sul tuo patrimonio immobile e assicurazioni contro la non autosufficienza. L'Italia è il Paese che destina la maggiore parte delle proprie risorse alle pensioni a livello globale. Eppure, nonostante ciò, l'età pensionabile continua a salire, arrivando a 71 anni. Ma perché?
Nell'Unione Europea, la spesa complessiva per le pensioni ammonta a 1.882 miliardi di euro, pari al 12,9% del PIL. Tuttavia, la percentuale di PIL destinata alle pensioni varia notevolmente tra i vari Stati membri. Il primato spetta alla Grecia, dove le pensioni rappresentano il 16,4% del PIL, seguita dall'Italia con il 16,3% e dall'Austria con il 15,0%. Al contrario, Paesi come l'Irlanda (4,5%), Malta (6,4%) e l'Ungheria (7,0%) registrano valori decisamente più bassi. Secondo l'OCSE, chi entra nel mondo del lavoro oggi si troverà a pensionarsi a 71 anni, un'età tra le più elevate in Europa. Per accedere alla pensione, è necessario soddisfare determinati requisiti. È possibile andare in pensione anticipata, dopo aver versato 43 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne), oppure con la pensione di vecchiaia, che si raggiunge a 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi. Attualmente, il numero di pensionati in Italia è di circa 16 milioni, pari a circa un italiano su quattro, con una spesa annua di 312 miliardi di euro. Ma se l'età pensionabile continua ad aumentare, perché la spesa per le pensioni continua a crescere in modo proporzionale? La causa principale è l'invecchiamento della popolazione. Da un lato, l'aspettativa di vita è aumentata, ma dall'altro, la natalità è in forte calo. Questo fenomeno non solo non fa crescere il numero di giovani, ma aumenta il peso percentuale della popolazione anziana. Secondo le previsioni dell'OCSE, nel 2050 il rapporto tra persone di 65 anni e più e la popolazione tra i 20 e i 64 anni sarà di 74 su 100, uno dei più alti in tutta l'Unione Europea. A contribuire a questa crescita costante della spesa pubblica per le pensioni ci sono anche altri fattori. La disoccupazione, ad esempio, riduce le entrate contributive, aumentando il peso della spesa pensionistica. Inoltre, l'incertezza del mercato del lavoro e la precarietà, con contratti sempre più a termine, limitano ulteriormente le risorse destinate al sistema previdenziale. Diventa quindi fondamentale, per ogni persona responsabile, grazie al lavoro e all'informazione del proprio consulente finanziario, crearsi una propria riserva pensionistica, che vada ad aiutare e supportare nel meritato momento di ritiro dal mercato del lavoro, quando finalmente si avrà tempo libero per godersi le proprie passioni e il tempo libero, senza vedersi diminuire però la qualità della vita e il proprio stile di vita, grazie alla scelta lungimirante e responsabile compiuta decenni prima. Investire richiede un distaccamento emotivo, che solo una persona esterna, preparata e istruita professionalmente, può dare.
E questa persona, si spera onesto professionista, iscritto all'albo e votato alla consulenza buy-side ovvero al fianco del cliente, va consultata, com'è giusto consultare un medico per un problema di salute, un architetto per un progetto o un avvocato per una questione legale. Quando parliamo di soldi (dei tuoi soldi, guadagnati col tuo sudor!) desiderare che siano gestiti professionalmente, da un consulente che lavora al tuo fianco, dovrebbe essere la normalità, un navigatore al tuo fianco che ti accompagni lungo il tortuoso sentiero degli investimenti e della pianificazione finanziaria assicurativa della tua vita. Così come è normale andare da un dottore, se si sta poco bene, o dal migliore cardiologo per un problema delicato al cuore. Pensare che basti conoscere quattro nozioni finanziarie, alcune tipologie di strumenti finanziari, per impostare un corretto processo di investimento, ti porterà via solo soldi, energie ma soprattutto tempo. Tempo prezioso, che potresti dedicare a sviluppare e migliorare il tuo vero lavoro, il tuo business, ovvero la tua principale fonte di reddito, e di soddisfazione personale. Lasciando ad un professionista, che lavora al tuo fianco, la gestione del processo di creazione e mantenimento del benessere futuro, e godendoti il tempo libero con le persone a cui vuoi bene. Se vuoi pianificare la tua vita finanziaria, per stare meglio in futuro, devi partire dal pianificare un presente economicamente sereno, che ti faccia già adesso stare bene qui e adesso.
Se il tuo rapporto con le spese e con gli acquisti è complicato, se spendi più di quanto guadagni, se sei abituato ad indebitarti per acquistare cose che non puoi permetterti, non puoi pretendere in futuro di avere comportamenti finanziariamente sani ed adeguati. Perchè iniziare (male) una pianificazione, un piano di risparmio, senza comprendere il perchè lo stai facendo, senza inoltre aver identificato le giuste cifre da dedicare al te stesso del futuro, ti esporrà a tentazioni pericolose, durante il percorso; non appena quel salvadanaio di risparmio avrà iniziato a consolidarsi, creando un piccolo capitale, se non sei finanziariamente "sul pezzo", la tentazione di andarlo ad utilizzare, per spese inutili, per desideri, per acquisti compulsivi, sarà fortissima. Cambiare il modo presente con cui interagisci con le tue entrate, con il tuo patrimonio, e con i tuoi acquisti e le tue spese, è fondamentale, prima di cominciare, un lungo percorso. Perchè è poi inoltre fondamentale comprendere che il rendimento di un investimento non deve essere assolutamente finalizzato a consentire consumi che il lavoro da reddito non garantisce, ragion per cui il piano di risparmio iniziato da uno o due anni, con finalità pensionistiche o con orizzonte temporale lungo, non può esser smobilitato nel breve periodo, quando il capitale che ti sei creato inizia a formarsi (magari in forte guadagno, grazie al mercato), facendoti vedere sul portafoglio delle cifre che non avevi (e avresti) mai pensato di mettere da parte. Quando il mercato parla, tutti lo ascoltano. Le notizie, gli speciali, gli esperti, i commenti, impossibile evitare questo suono, anzi, questo rumore. D'altronde vedere un indice di borsa perdere 13% in una sola seduta desta preoccupazione e ansia, sia per gli addetti ai lavori o sia per chi semplicemente ha degli investimenti.
Gli esperti ci racconteranno che la spiegazione dietro questi movimenti può essere ricondotta a fattori come politiche monetarie divergenti tra Usa e Giappone, previsioni di recessione negli Stati Uniti, incertezze legate a scenari geopolitici come l'Ucraina o il Medio Oriente. L'idea che "questa volta sia davvero la fine" è un'idea ricorrente tra i discorsi quando si seguono questi accadimenti, tra i notiziari specialistici o più semplicemente nei social network. Ma il mercato fa il suo corso, come dice il prof. Bertelli il mercato " oscilla tentenna traballa mentre sale nel tempo", e proprio il tempo, specialmente in questi casi, va acquistato. Il tempo, l’elemento più prezioso nel mondo degli investimenti. Il tempo, infatti, è l’ingrediente che permette ai vostri investimenti di generare risultati. Si perchè il mercato oscilla, è ciclico, è composto da montagne russe giornaliere spesso senza (buon)senso, ma non lasciatevi sopraffare dalla volatilità di breve periodo. La vera chiave del successo negli investimenti è la disciplina e la capacità di restare concentrati sugli obiettivi di lungo termine. Non fatevi influenzare dai movimenti momentanei del mercato. Non cambiate improvvisamente le vostre strategie o decisioni a causa di un’oscillazione temporanea. Continuate a mantenere i vostri piani e approfittate di eventuali ribassi per entrare sul mercato. Ricordate, nel lungo termine saranno proprio quei momenti di incertezza a offrirvi le opportunità migliori. . La diversificazione del portafoglio può spesso generare emozioni pericolose, durante il processo di investimento, spesso sentimenti di rimpianto e di sindrome dello "specchietto retrovisore".
Quando costruiamo un portafoglio diversificato bilanciato, l’obiettivo è distribuire il rischio tra diverse asset class, sfruttando i grandi ed efficienti panieri di investimento, cercando di scegliere quelle il meno correlate possibile tra loro, ovvero che abbiano un comportamento diverso nei contesti economici che possono sussegursi, non essendo dipendenti tra di loro. L’idea è bilanciare le esposizioni in base al nostro profilo di rischio e al nostro orizzonte temporale d’investimento. In questo semplice esempio confrontiamo uno dei panieri ideali per una efficace pianificazione di lungo termine, il paniere che replica l'azionario mondiale ovvero il contenitore per eccellenza di tutta l'economia reale delle aziende mondiali. Stati Uniti, Europa, Canada, Giappone, Australia, Uk, pesati per il loro contributo all'economia. Oltre 1000 aziende che crescono, investono, producono e distribuiscono beni per l'economia e i consumatori mondiali. Un altro paniere ideale, che affianchiamo al paniere dedicato all'economia reale e alle aziende del mondo è l'obbligazionario mondiale, ovvero un unico strumento contenente un migliaio di titoli di debito (obbligazioni) mondiali, governative, societarie, distribuite per il loro peso economico. Con questi due semplici contenitori, mixati e "cucinati" in percentuali ad hoc dal tuo consulente finanziario, avrai un esposizione totale ai mercati mondiali; da una parte avrai l'economia reale e le aziende quotate sul mercato e dall'altra le obbligazioni mondiali con cui aziende e governi si finanziano. Strumenti che, in gergo finanziario definiti asset class, ti consentono di investire nel 99% del mondo investibile moderno, con una diversificazione totale ed efficiente. Il risultato di questa strategia, prima o poi, è che vedremo alcune componenti che hanno registrato rendimenti significativi, nel nostro caso la componente azionaria, mentre altre asset class potrebbero essere rimaste indietro lungo il percorso. Ma questo è il prezzo da pagare per una diversificazione ben riuscita. Ed è proprio da questa situazione che nasce il sentimento di rimorso e guardiamo indietro al passato, chiedendoci: "Perché non ho concentrato tutto su quell’asset che ha fatto meglio?" Diversificare può quindi essere frustrante, perché ci costringe a confrontarci sia con i guadagni sia con le perdite, e nessun investitore ama trovarsi in possesso di asset che non performano bene nel proprio portafoglio. Sebbene questo sentimento sia comprensibile, è importante ricordare che il rischio di mercato nasce proprio dall’incertezza del futuro e dal non poter conoscere cosa potrà accadere non solo domani, ma tra 1 minuti. Quando guardiamo ai rendimenti attuali, infatti, ci affidiamo solo a dati passati (lo specchietto retrovisore), che non possono raccontarci cosa accadrà in futuro, né quale rischio sia stato preso per ottenere quel rendimento. Pertanto, sentirsi delusi o frustrati, o cattivi investitori, è normale e in fondo significa solo che stiamo mettendo in atto, insieme al nostro navigatore consulente finanziaria, un efficace processo di diversificazione. Il Trattamento di Fine Rapporto, meglio conosciuto come TFR è l'obbligo dell’azienda verso i propri dipendenti di riservare una quota di retribuzione (il 6,91% della retribuzione annua) da soddisfare al termine del rapporto lavorativo.
Spesso però, le aziende e le imprese, considerano il TFR come una vera e propria risorsa economica, ovvero un bacino di liquidità, utile a finanziare la proprie quotidianità, a tal punto che molti datori di lavoro non lo riservano separatamente nei loro conti aziendali, o, nei casi peggiori, non lo accumulano proprio, trovandosi in difficoltà una volta che il termine del rapporto lavorativo sopraggiunge. Molte aziende non conoscono i benefici nel trasferire il TFR del lavoratore dalle loro casse al fondo pensione, benefici a vantaggio dell'azienda stessa perchè, per troppa miopia, considerano questo stock di liquidità come una risorsa aziendale che però non aiuta a pianificare l'uscita (certa) futura del dipendente che termina il proprio contratto. Vediamo quali sono invece i principali vantaggi per l’azienda. Il trasferimento del TFR dei dipendenti dalla cassa aziendale al fondo pensione porta un vantaggio fiscale come costo deducibile dal reddito d'impresa. Le aziende che destinano il TFR in un fondo pensione possono dedurre un importo maggiore dal reddito d'impresa, pari al 6% (se meno di 50 dipendenti) o al 4% (se più 49 dipendenti) dell'ammontare del TFR annualmente accantonato. Per fare un esempio pratico, un'azienda con meno di 49 dipendenti che deve accantonare 50.000 euro all'anno di TFR può dedurre 53.000 euro di costi. Esistono poi dei benefici, di tipo contributivo, per le aziende che destinano il TFR ai fondi pensione, ovvero, le stesse aziende sono esentate dal versamento dello 0,20% del monte retributivo al Fondo di Garanzia INPS e dello 0,28% a titolo di oneri impropri versati all'INPS. Questi oneri comprendono, ad esempio, i costi legati ai dipendenti per maternità, assegni familiari o ad esempio la malattia. Quindi, sempre come esempio, un'azienda con un monte retributivo di 400.000 euro potrebbe risparmiare fino a 1.920 euro l'anno grazie alla riduzione di questi costi. Altri vantaggi lato azienda sono invece qualificabili come vantaggi di natura economica, la stessa azienda che decide di trasferire il TFR dei dipendenti nel fondo pensione non è più responsabile dell'adeguamento annuale previsto per legge. Ogni anno, infatti, il TFR deve obbligatoriamente essere rivalutato dell'1,5% più il 75% della rivalutazione Istat: un costo significativo se pensiamo all'inflazione del periodo 2022-2023 che ha visto i TFR rivalutarsi fino al 10%, un costo esorbitante che può essere eliminato sfruttando i molteplici vantaggi della previdenza complementare. Negli ultimi due secoli, l'umanità ha vissuto una straordinaria trasformazione, testimoniando miglioramenti significativi in diverse aree chiave che ci hanno consegnato il mondo come lo vediamo oggi.
Attraverso un'analisi di sei cruciali aspetti, emerge un quadro di progresso inarrestabile, che deve inevitabilmente trasmetterci quel sano ottimismo fondamentale e necessario per i nostri piani di investimento nel lungo periodo. Povertà: Sebbene la povertà persista, il mondo ha registrato notevoli progressi nel ridurne l'estensione. Nel XIX secolo, la maggior parte della popolazione viveva in condizioni di indigenza, mentre oggi, grazie a sforzi globali, milioni di persone sono uscite dalla povertà estrema. Investimenti in programmi di sviluppo sostenibile continuano a portare a miglioramenti significativi. Livelli di Democrazia: Nel corso dei secoli, la democrazia ha guadagnato terreno. Se prima il dominio era delle monarchie e degli imperi, il XX secolo ha assistito alla diffusione della democrazia in molte parti del mondo. Sebbene le sfide persistano, l'adesione ai principi democratici è oggi più ampia, permettendo una partecipazione più inclusiva. Educazione di Base: L'accesso all'educazione di base è aumentato in modo significativo. Nel passato, l'analfabetismo era diffuso, mentre oggi molti paesi hanno compiuto progressi sostanziali nell'assicurare che l'istruzione sia un diritto accessibile a tutti. Tuttavia, persistono disuguaglianze, richiedendo sforzi per garantire un accesso equo e qualitativo all'istruzione. Vaccinazioni: Le vaccinazioni hanno rivoluzionato la salute pubblica. Nel XIX secolo, malattie infettive mietevano vittime, mentre oggi, grazie alle vaccinazioni, molte di queste patologie sono sotto controllo. Programmi di immunizzazione su scala globale hanno contribuito a ridurre la diffusione di malattie mortali, salvando milioni di vite. Mortalità Infantile: La mortalità infantile è notevolmente diminuita. Miglioramenti nelle cure mediche, campagne di sensibilizzazione e accesso all'igiene hanno contribuito a una drastica riduzione delle morti tra i neonati. Sebbene sfide persistano, il progresso in questo settore è una testimonianza del successo delle iniziative sanitarie globali. Analfabetismo: L'analfabetismo, una volta diffuso, ha subito un notevole declino. Investimenti nell'istruzione hanno contribuito a garantire che sempre più persone imparino a leggere e scrivere. La diffusione dell'alfabetizzazione è essenziale per l'empowerment individuale e la partecipazione piena alla società. In sintesi, il progresso umano degli ultimi due secoli è evidente e inarrestabile. La vita sul pianeta terra è in continuo miglioramento perchè e' insito nell'essere umano la ricerca di una migliore esistenza ed una migliore condizioni di vita. Sebbene le sfide persistano, e i momenti di difficoltà continuino ad esser presenti all'orizzonte, l'essere umano continua con il suo impegno impegno verso il miglioramento. Queste piccole, ma importanti e costanti vittorie collettive devono spingerci e sostenerci anche nel mondo degli investimenti, perchè quando investiamo compriamo quote di aziende e quote di debiti governativi che non sono altro che rappresentazioni della vita economica quotidiana e futura. All'inizio di un piano di risparmio, il cosiddetto piano di accumulo, l'unico fattore su cui concentrarsi è il proprio tasso di risparmio.
100 euro risparmiati in un anno sono 1200 euro. 200 euro risparmiati in un anno sono 2400 euro. Lasciando stare rendimenti, borse, mercati, indici azionari, con un piccolo sforzo in più abbiamo esattamente il doppio da parte. Come negli investimenti a capitale unico, dove dobbiamo ragionare in maniera controintuitiva (compro quando ci sono gli sconti sul mercato, non quando i prezzi sono alti) anche negli investimenti collegati ad un piano di risparmio il nostro cervello ama le elucubrazioni mentali classiche degli investimenti, dove il 10% annuo delle borse, gli indici azionari e i rendimenti sfavillanti prendono la scena, mentre il noioso e monotono risparmio mensile, su cui non si fa spesso un minimo di "budgeting", viene relegato ai classici 50 o 100 euro al mese. Ma con un piccolo sforzo in più, con un analisi più attenta, grazie ad una efficiente pianificazione costruita ad hoc insieme al consulente, possiamo davvero scoprire qual'è realmente la rata di risparmio più consona alle nostre esigenze, per scoprire infine che il noioso risparmio mensile preventivati di default all'inizio del nostro progetto, i 100 euro mese classici, sono diventati 2400 euro grazie alla corretta identificazione del tasso di risparmio corretto. Soprattutto nella fase embrionale del nostro piano di risparmio, quando parliamo di capitali sotto i 10.000 euro, risulta molto più rilevante quanta benzina andiamo effettivamente a mettere nel motore rispetto a quanto decidiamo di schiacciare sul pedale dell'acceleratore; fuori di metafora, conta molto di più quanto dedichiamo al piano, rispetto al rendimento del mercato o all'indice scelto o allo strumento effettivo. Anche perchè, la matematica viene a darci ragione simulando un rendimento del 5% che va, ad esempio, ad agire su un ipotetico capitale di 3000 euro; questo 5% ha ovviamente meno effetto di un 5% che va invece ad agire su un capitale più maturo di 15.000 euro. Ancora un esempio; il 5% anno su 1000 euro sono 500 euro; il 5% anno su 100.000 euro sono 5000 euro. E' infinitamente più importante concentrarsi sul far crescere il proprio risparmio (che deriva dal reddito e dallo stipendio) piuttosto che improvvisarsi e perdere tempo nel cercare il miglior rendimento o strumento possibile con pochi euro da destinare al processo di investimento. Lavora, risparmia, investi. Ma all'inizio soprattutto risparmia! Vuoi aumentare il risparmio, aumenta le tue competenze e quindi il tuo stipendio. Spostare il focus quindi, con l'aiuto del consulente, sulle vere cose importanti, come il tasso di risrparmio, il mantenere la rotta, il controllare il budget delle proprie finanze per migliorare sempre di più la capacità di accumulo diviene fondamentale nel viaggio che si decide di intraprendere verso la creazione di un capitale futuro. Quello che tu (cliente o possibile cliente) pensi che sia il mio lavoro:
- consigliare degli investimenti, dei titoli, dei mercati per guadagnare facilmente Quello che invece è realmente il mio lavoro: - identificare i tuoi obiettivi finanziari - pianificare la tua protezione assicurativa - individuare e pianificare il tuo budget di risparmio - ottimizzare la tua futura pensione - migliorare il tuo carico fiscale Il mio obiettivo è affiancarti come partner di vita nelle tue scelte finanziarie e pianificare il tuo futuro, perchè è nel futuro che passerai il resto della tua vita e grazie gli strumenti finanziari che compongono il tuo portafoglio ti permetterò di raggiungere i tuoi obiettivi di vita prefissati. Investire riguarda la tua vita, i tuoi obiettivi, i tuoi desideri. Non si investe per riuscire a comprare cose costose, o sostenere un tenore di vita, che il tuo attuale reddito non ti consente. La pianificazione finanziaria del resto è pianificazione di azioni e comportamenti, non dei mercati; non si può pianificare il movimento dell' S&P500, ma si può pianificare invece quanto risparmio accumulare dal nostro reddito, quanto di questo investirne, e in che modo e con che arco temporale. Si pianifica quindi sul mercato, non il mercato. Spesso mi chiedono se sia meglio optare per un fondo pensione o spostarsi su un piano di accumulo, specialmente coloro che sono nuovi al mondo degli investimenti, nella fase successiva all'obbligata analisi di budget introduttiva, al fianco del consulente, per analizzare l'eventuale tasso di risparmio da destinare ad una delle due forme di investimento.
Se cerchiamo su Google troviamo una moltitudine di articoli a favore dei fondi pensione per la deducibilità fiscale ma anche un enormità di articoli a favore dei piani di accumulo. Alla domanda su quale sia la scelta migliore rispondo sempre che è come chiedere se siano meglio i soldi di carta o le monete di metallo. Entrambe sono soluzioni di pagamento, necessarie per pagare l'acquisto di un bene. Se compriamo un caffè possiamo tranquillamente pagarlo con delle monetine; se compriamo un televisore forse è il caso di pagarlo in contanti (lasciamo da parte le carte di pagamento per un attimo..). Fondo pensione e piano di accumulo sono strumenti. Come un chiodo e un martello. Soddisfano un obiettivo e se combinati insieme danno il loro meglio. Vediamo insieme le differenze chiave Fondo pensione e piano di accumulo hanno scopi diversi. Il fondo pensione mira ad integrare la pensione per garantire un tenore di vita adeguato in vecchiaia, offrendo agevolazioni fiscali. Tuttavia, la liquidabilità limitata può essere un vincolo. Il piano di accumulo prevede acquisti periodici di fondi o ETF con una cifra stabilita, offrendo flessibilità e liquidità immediata. Come scegliere l'opzione migliore Il piano di accumulo dovrebbe essere collegato a specifici obiettivi finanziari, come l'istruzione dei figli o l'acquisto di una casa. Definire in anticipo gli obiettivi aiuta a stabilire la durata e l'importo degli investimenti. Non è una scelta tra i due, ma piuttosto una combinazione per raggiungere obiettivi diversi. Gli under 40 avranno bisogno di integrare la pensione, mentre ogni investitore dovrebbe pianificare piani di accumulo con il supporto di un consulente finanziario. Riassumendo, anziché chiedersi "piano d'accumulo o fondo pensione" è consigliabile riflettere sugli obiettivi finanziari e adottare la strategia più adatta, con l'assistenza di un consulente finanziario professionista. |
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Maggio 2026
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