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Oggi compio 35 anni e mi sono improvvisato questa strana simulazione per raccontarvi la "magia" dell'investimento nel lungo periodo: cosa sarebbe successo se, in un universo alternativo, i miei genitori avessero messo da parte 10.000 euro pochi giorni dopo la mia nascita sull'indice azionario delle borse e delle economie mondiali, dimenticandosi questo regalo fino ad oggi?
I 10.000 euro sarebbero diventati oltre 130.000 euro, per un rendimento annuo del 7,6%. Tutto questo senza nessuna previsione, senza analisi da wall street con dieci monitor, senza nessun corso di trading di vendi e compra impulsivo, senza nessun fuffa guru che promette milioni con pochi euro, senza criptovalute e cose strane; solo ed esclusivamente un bel regalo per generare un importo per obiettivi futuri, dimenticandosi di tutto, invece di controllare ossessivamente la posizione come il nostro cervello spesso, in errore, ci suggerisce. 120.000 euro di guadagno nominale. Nominale si, perchè come guadagno reale, la linea rossa, saremmo fermi a circa 60.000 euro. L'inflazione, ovvero l'aumento costante dei beni e dei servizi della nostra quotidianità ci avrebbe eroso quasi la metà dei guadagni, ma comunque il risultato ci avrebbe garantito un ottima rivalutazione che, al contrario, nel caso in cui i 10.000 euro fossero stati regalati su un conto corrente: o sarebbero stati spesi, oppure sarebbero stati spazzati via a causa dell'inflazione. Si perchè i 10.000 euro del 1988 ti permettevano di comprare un certo numero di cose. Oggi, con gli stessi 10.000 euro, ci compri molte, molte, molte, molte meno cose. Ricapitolando: Tasso di crescita annuale nominale: 7,60% Tasso di crescita annuale reale: 5,00% (-2,60%) Importo investito 10.000 euro Valore patrimoniale netto 133.000 euro Il metodo tradizionale con cui il 90% degli italiani investe il patrimonio è tramite la classica filiale bancaria tradizionale, spesso, la banca sotto casa o la banca dei genitori/nonni.
Nella filiale lavorano i dipendenti, ovvero persone che dalla banca percepiscono un salario fisso, per il disbrigo e la gestione delle pratiche, per la vendita e il collocamento di prodotti, per l'apertura e la gestione di rapporti bancari. Quando le necessità del cliente però vengono a contatto con le necessità della filiale, spesso è l’interesse del cliente a perdere, perchè è difficile che i due interessi convergano in una logica di vittoria comune; le pressioni commerciali infatti, per la vendita massiva di prodotti della filiale e della filiera dal vice direttore, direttore, responsabile di gruppo, di zona, di area, fino ad arrivare alla casa di gestione interna prevale sull’interesse del singolo cliente. E se un dipendente prova a non sottostare alle regole? Trasferimenti di filiale, mobbing, stress, un lavoro infernale, dove anche se siedi ad una comoda scrivania riscaldato e climatizzato, il logorio e l’esaurimento mentale fanno da padrone. Per questo motivo, quando anni fa decisi di iniziare il mio percorso di consulenza finanziaria, rifiutai, anche se ben pagate, offerte in banche tradizionali; sapevo dove mi avrebbero portato, facendo il male sia mio che dei clienti. Ma oggi, da imprenditore, consulente finanziario, grazie al mio metodo di lavoro, posso lavorare con il cliente, per il cliente, sulla base delle esigenze del cliente. ll cliente, per me come consulente finanziario ed imprenditore, è il mio unico datore di lavoro. Questo è il mio personale modello di servizio e consulenza, che mi permette, grazie alla collaborazione con una delle principali banche di investimenti, di avere a disposizione migliaia di strumenti da poter utilizzare, in totale indipendenza, per la soddisfazione delle esigenze e degli obiettivi del mio cliente, il mio datore di lavoro. Lavorare in maniera indipendente significa non avere un fisso, non avere un budget specifico, non avere ordini dall'alto, significa che le entrate dipendono unicamente dal capitale in gestione, da quanto patrimonio i clienti decidono di portare e gestire insieme; se il patrimonio dei clienti aumenta, aumenta anche il mio compenso, in una logica win win dove tutti sono contenti. Al giorno d’oggi è facile trovare titoli di stato, Btp, Bot, che rendono un 3% o anche qualcosa di più. Ma perchè i fondi/etf obbligazionari in portafoglio continuano a vedere il prezzo scendere? Non rendono anche loro il 3%?
A questo punto vendo il fondo in perdita e compro un titolo che mi garantisce il 3%. Questo ragionamento sta diventando sempre più comune tra gli investitori, specialmente gli investitori con profili bilanciato, prudente, che hanno portafogli prevalentemente obbligazionari. Ma come funziona il mercato dei bond? In maniera opposta a quello che intuitivamente possiamo andare a pensare. Le obbligazioni, a differenza delle azioni, hanno sempre un prezzo (perchè sono continuamente scambiate sui principali mercati) ma hanno anche un tasso. Chi emette l’obbligazione promette al risparmiatore di restituire il 100% del capitale investito, regalando al risparmiatore, che cede il suo denaro per prestarlo all’emittente, un interesse fissato ad un tasso, prevalentemente fisso. Il tasso fisso, ovvero la cedola che annualmente/semestralmente l’emittente paga al risparmiatore, non varia durante il ciclo di vita dell’obbligazione; quindi ad esempio, se ho comprato un titolo che mi da il 2%, durante il percorso guadagnerò una cedola del 2% fino alla scadenza. Ma cosa succede quando la banca centrale alza i tassi di interesse sul mercato? Semplicemente gli emittenti si “allineano” al tasso di mercato. Quindi se le nuove obbligazioni non erogano più un 2% ma un 3%, le nuove obbligazioni diventano inevitabilmente molto più attraenti delle vecchie; chi preferisce infatti un 2% ad un 3%, a parità di rischio? Nessuno! Ecco perchè questo “allineamento” provoca un calo del prezzo delle vecchie obbligazioni, che vedono calare il loro prezzo per rendersi appunto più attraenti agli investitori, allineandosi al 3% di rendimento totale che garantiscono i nuovi titoli a seguito del rialzo. L’immagine seguente ci aiuta a comprendere, in maniera semplice, il meccanismo di relazione tra i tassi di interesse (rates) e il prezzo delle obbligazioni (price). Meccanismo appunto inverso, quando sale uno scende l’altro. Ecco spiegato il perchè delle perdite consistenti dei titoli/fondi/etf obbligazionari già in portafoglio, nel contesto attuale di pesanti rialzi dei tassi iniziato nel 2022, come mostrato nell’immagine. I contenitori che infatti avevano “in pancia” obbligazioni al 2% sono calati di prezzo perchè il valore delle obbligazioni al loro interno si è allineato al valore di mercato. Lascio ad un post successivo il compito di illustrare come il meccanismo inverso delle obbligazioni influenzi i titoli in base alla loro scadenza, argomento decisamente più complicato. Ma se la tentazione, tornando alla domanda iniziale, è quella di vendere gli strumenti in perdita per spostarsi su titoli con tasso più accattivante, concludo dicendo che, valutato il portafoglio nel suo complesso, insieme all’efficienza e all’orizzonte temporale del progetto di investimento, l’unica cosa sensata sarebbe quella di mediare, acquistando quote, del fondo già in possesso, perchè al suo interno anche se i prezzi sono calati, i titoli presenti o in rinnovo, ora garantiscono tassi decisamente più alti. Quello che il nostro cervello cerca, la cedola alta, aggiornata al contesto di mercato, invisibilmente, nel nostro contenitore, ce l’abbiamo già. Senza dimenticare gli enormi vantaggi della diversificazione tramite contenitori, rispetto all’investimento in singole emissioni, obbligazioni o azioni che siano. Uno dei dogmi di più lungo corso negli investimenti finanziari è il cosiddetto portafoglio 60-40.
Ideato da John Bogle, fondatore di Vanguard, il portafoglio prevede una semplice allocazione attuabile con due strumenti; la strategia prevede infatti una diversificazione del 60% investita nell’economia reale, ovvero nelle aziende mondiali, che da sempre offrono i migliori rendimenti a lungo termine, e il restante 40% investito nei titoli di debito del mondo, l’obbligazionario, con la funzione di riduzione di volatilità del portafoglio. Nel corso degli anni infatti, quando le azioni subiscono forti crolli, dovuti ad eventi negativi economici, crisi, guerre o tensioni geopolitiche, i capitali tendono a spostarsi verso i titoli di debito, quale porto sicuro, con la conseguenza di limitare le perdite sulle azioni, da sempre più turbolente e volatili. Negli ultimi 20 anni il portafoglio ha reso mediamente il 10% annuo, garantendo quindi capacità di rendimento e adeguata protezione in grado di limitare i danni, nei sempre presenti momenti avversi dei cicli economici. Questo principio, sempre valido nel passato, ha vissuto un cambiamento radicale nel 2022 da poco terminato, dove sia azionario che obbligazionario hanno visto perdite importanti in quasi tutti i settori e dove l’obbligazionario ha perso la sua funzione di stabilizzatore del portafoglio, visto il calo dei prezzi delle obbligazioni a seguito del violento rialzo tassi. Gli effetti dei rialzi dei tassi delle banche centrali, per contrastare l’inflazione in crescita, ha prodotto effetti devastanti sui portafogli di rischio prudente, o cauto; e gli stessi investitori tranquilli mai avevano visto cali addirittura a doppia cifra sui mercati obbligazionari. L’anno scorso il classico portafoglio 60-40, il cosiddetto “bilanciato” ha perso circa un 16%. Quest’anno il portafoglio ha reso ad oggi un 5,5%, con un picco del 8,9% a luglio. Le prospettive future possono comunque definirsi positive per il portafoglio bilanciato classico, come afferma Vanguard riassumendo il concetto, il miglioramento delle performance attese della componente obbligazionaria del portafoglio è più che raddoppiato rispetto al mondo di fine 2021, ovvero il mondo pre guerra Ucraina e pre crisi inflattiva. Le aspettative sul rendimento annualizzato decennale della strategia sono passate da un 3,8% ad un 6%, prospettandosi quindi verso un decennio di sicuro miglioramento per la strategia del portafoglio, che avendo vissuto anni di obbligazionario a rendimenti zero nell’epoca dei vari allentamenti monetari ora, con i rendimenti attuali della componente obbligazionaria, la strategia, correttamente inserita in un piano definito e cucito a misura insieme ad un consulente finanziario, può continuare a dare soddisfazioni e tornare ad essere funzione stabilizzatrice della controparte azionaria. La banca centrale aumenta i tassi. Cosa sono i tassi di interesse? E l'inflazione? Perchè lo fanno?6/7/2023
Immaginiamo un lavandino. Immaginiamo un rubinetto aperto, che rilascia con violenza dell'acqua nel lavandino.
Cosa succede quando lo scarico del lavandino tramite il tappo non riesce a far defluire correttamente l'acqua immessa nel lavandino? Succede che la violenza del flusso del rubinetto nel lavandino causa un eccesso d'acqua, che riempie il lavandino fino ad arrivare al definitivo trabocco dell'acqua in eccesso. Nel nostro caso il rubinetto è la banca centrale, che immette con violenza moneta (acqua) nel sistema economico (lavandino) ad un basso costo (basso tasso di interesse) tramite i governi ed i piani di finanziamenti. Quando la moneta nel sistema è troppa, ed il sistema non riesce a farla defluire correttamente, la moneta trabocca all'esterno, ovvero l'inflazione aumenta, perchè troppa moneta nel sistema ha causato un aumento generale dei prezzi. Nel secondo caso, alla figura due, l'immagine ci mostra come si risolve una situazione di inflazione eccessiva nel sistema. Chiudendo i rubinetti, a controllo della liquidità immessa nel sistema. Questo rubinetto, che prima era aperto violentemente, per far fluire tanta liquidità nel sistema tramite liquidità facile, a costo zero, a tassi bassissimi praticamente soldi regalati a chi chiede finanziamenti e mutui, ha causato un inceppamento del sistema, uno strabordare fuori controllo di liquidità che ha inevitabilmente aumentato i prezzi dei beni. Chiudendo il rubinetto, diminuendo la quantità di acqua nel sistema tramite un rialzo dei tassi, ovvero il costo del denaro dei nostri mutui e finanziamenti, rendendo di fatto più costoso chiedere soldi in prestito, l'acqua fluisce più dolcemente, riducendo nel tempo la liquidità nel sistema e riportando in equilibrio l'offerta e la domanda facendo tornare i prezzi al loro valore naturale. Questo semplice esempio romanzato vuole illustrare con estrema semplicità, il perchè una banca centrale aumenta, o diminuisce, il costo della liquidità (e quindi la quantità) nel sistema, per controllare l'ordinato progresso dei prezzi, tramite i tassi di interesse. Il costante incremento dei mercati azionari nel lungo periodo è una frase che chi segue i temi finanziari sente quasi sempre; oggi voglio dare a questa frase una corretta visione approfondita e più concreta.
Sono molteplici i fattori che concorrono al costante sviluppo dei mercati azionari nel lungo periodo, delineando un quadro di crescita sostenibile e resiliente. Innovazione tecnologica: L'innovazione tecnologica emerge come un elemento chiave, aprendo nuovi orizzonti di mercato e offrendo opportunità di crescita senza precedenti. L'adozione di tecnologie avanzate gioca un ruolo cruciale nello spingere la crescita del mercato azionario. Investimento progressivo dei profitti: Le imprese reinvestono i loro profitti con saggezza, destinandoli a espansione e innovazione. Questa pratica non solo migliora l'efficienza operativa, ma stimola anche lo sviluppo di nuovi prodotti, generando un aumento tangibile del valore complessivo delle aziende. Crescita economica sostenuta: La crescita economica rappresenta un pilastro fondamentale per il mercato azionario. L'espansione dell'economia si traduce in un aumento significativo dei ricavi e dei profitti delle aziende, riflettendosi positivamente sul valore delle azioni. Gestione dell'inflazione: L'inflazione, gestita con prudenza, può contribuire all'incremento del valore nominale delle azioni. Una gestione oculata di questo fenomeno rappresenta un elemento significativo nel sostenere la crescita complessiva del mercato. Impulsi dalle politiche economiche: Le politiche di stimolo, attuate sia dai governi che dalle banche centrali, svolgono un ruolo determinante. Riduzioni dei tassi di interesse e stimoli fiscali favoriscono gli investimenti nel mercato azionario, fungendo da pilastri essenziali per la crescita a lungo termine. In questo contesto è importante sottolineare che, nonostante possibili oscillazioni e perdite nel breve periodo, il mercato azionario manifesta una propensione intrinseca verso la crescita sostenuta nel lungo termine. La combinazione sinergica di questi fattori crea un ambiente resiliente e promettente per gli investitori, alimentando la fiducia nel potenziale continuo di sviluppo dei mercati azionari nel corso del tempo. Il Watch Charts Rolex Market Index è un indicatore della performance del mercato secondario degli orologi Rolex.
È composto dai 30 migliori modelli del marchio, ordinati e ponderati in base al valore della transazione. L'indice mostra il prezzo di mercato medio (in USD) di questi 30 orologi nel corso del tempo e viene ribilanciato una volta all'anno il 1° gennaio. Modelli come il Daytona, il Datejust, il GMT ed il Submariner compongono l'indice ponderato dei modelli Rolex. Avete letto qualche titolo di giornale riguardo questa discesa dei prezzi? C'è stato allarmismo tra i media? Al bar i tuoi amici, o tuo cugino durante un pranzo di Pasqua e Natale, ti ha parlato del calo dei prezzi? Se trattassimo i nostri investimenti finanziari come trattiamo i nostri Rolex, ovvero con un giusto distacco perchè sappiamo che l'ingrediente migliore per far crescere i nostri (efficienti) investimenti è solo una gran dose di pazienza unita al controllo emotivo e di supporto di un consulente qualificato, probabilmente saremmo tutti molto più ricchi e soprattutto tutti molto più sereni. . Oggi vi voglio parlare di un caso reale, raccontandovi la storia vera di un ultima pianificazione costruita con un mi cliente, di cui ovviamente cambierò nomi, importi e riferimenti per privacy.
Il nostro rapporto nasce nel 2019, a seguito di una referenza di un altro già cliente che seguo nella pianificazione finanziaria; iniziamo impostando uno spostamento sul conto appena aperto di una somma che rappresenta una piccola percentuale del patrimonio, circa 50.000€ ovvero un 10% del patrimonio finanziario del cliente; restante patrimonio che era investito all'epoca nella parte del 90% interamente presso altre due primarie banche italiane, molto forti e radicate nel territorio veronese dove svolgo la mia professione. Passano gli anni, nel tempo ci si conosce meglio, si comprendono meglio alcuni aspetti e ci si inizia ad aprire anche ad un dialogo che comprende non solo la parte finanziaria, ma i sogni, le aspettative, gli obiettivi del cliente e le disponibilità. Ed è nel corso del tempo che vengo a conoscere l'entità del patrimonio totale del cliente che nel tempo ha visto gli investimenti sottoscritti con i miei suggerimenti, nonostante alti e bassi, progredire e maturare in maniera efficiente, e regolarmente il cliente aggiornarmi con il report degli investimenti, ormai svelato, presso le altre due banche. Arriva il Covid, la ripresa del 2021, comincia il 2022 con la guerra in Ucraina, arriva lo shock sull'inflazione ed il seguente calo degli investimenti azionari ed obbligazionari a seguito del rialzo dei tassi; finisce il 2022 ed inizia il 2023 con un ritrovato ottimismo sui mercati, ma gli investimenti presso le altre due banche continuano a non performare. Gli strumenti sono "piantati", immobili, se i mercati perdono calano simultaneamente, quando i mercati recuperano, come da inizio 2023, i fondi venduti restano al palo. Decidiamo cosi di tirare una riga, dopo qualche consulto insieme analizzando l'intero patrimonio, sull'efficienza effettiva e il comportamento in questi anni degli strumenti, decidendo di vendere questi strumenti inefficienti ormai in possesso da 3 anni, e cambiare. Il cliente vende quindi 450.000 euro di investimenti presso le altre due banche, vedendosi liquidare circa 405.000 euro con una perdita confermata di un 10%, ovvero circa 45.000 euro. Quando si vende un investimento in perdita, qualsiasi strumento, la banca, a seguito della chiusura del deposito contente gli strumenti posseduti e venduti, rilascia un documento chiamato "certificazione fiscale delle minusvalenze"; si viene a generare quindi un credito fiscale trasferibile su qualsiasi banca, con la possibilità di utilizzare quel credito sui futuri guadagni dell'anno in corso e i successivi quattro. Cosa abbiamo costruito insieme? Abbiamo aperto un nuovo contenitore, dichiarando le minusvalenze pregresse provenienti dall'altra banca alla banca con cui lavoriamo, costruendo una strategia semplice, chiara, definita e certa che permetta, grazie a titoli fiscalmente efficienti distribuiti su un orizzonte temporale di 3 anni e mezzo, di generare una plusvalenza garantita di quel 10% circa che il cliente aveva perso con l'altra banca. I risultati di una vita da investitori saranno determinati, per la maggior parte, dal tuo comportamento da investitore nei momenti più difficili.
Quando ti focalizzi sul rendimento, sul prodotto del momento, sul settore in voga o sull'industria del futuro, magari impressionato dai risultati del momento devi sempre ricordati che è tutto un illusione, perchè quello che leggi è il rendimento fino a quel momento e magari quel rendimento a doppia, tripla cifra ha passato momenti veramente difficili, momenti di sconforto, di paura, di terrore puro quando tutto crollava e tutti gridavano al panico, ma che il buon investitore ha saputo guardare oltre portando a casa la meritata soddisfazione. Quando decidi di investire, quando i soldi sono davvero investiti in strumenti finanziari è li che parte davvero la tua maratona; il rendimento che avevi visto prima improvvisamente sparisce, ed iniziano i saliscendi naturali dei mercati e degli strumenti che, essendo quotati e trasparenti, ogni giorno mostrano sul tuo home banking quel simpatico + o quell'odiosa - davanti al tuo capitale. Il rendimento reale, o meglio, il rendimento finale, lo otterrai con comportamenti adeguati durante il percorso di investimento; se hai investito bene, in maniera efficiente, coerentemente con il tuo orizzonte temporale, il consulente finanziario al tuo fianco, navigatore della tua imbarcazione, ti porterà correttamente al porto sicuro di destinazione affrontando ogni pericolo. Perchè gli errori che potresti commettere sono tanti e sono generati principalmente dalla tua emotività, dal fatto che continui a monitorare l'home banking generando pensieri terribili quando le cose vanno in difficoltà o dal fatto che nei momenti di grande rialzo sembri tutto cosi facile, che il guadagno non finisca mai e che il rischio non esista più. Il miglior consiglio che posso darti è di migliorare il tuo comportamento come investitore educato e paziente nel tuo orizzonte temporale piuttosto dell'errato comportamento di chi tenta di prevedere i mercati o trovare lo strumento miracoloso che gli cambi la vita dal giorno alla notte. La scala delle Obbligazioni: strategia Bond Laddering per una cedola costante e progressiva29/12/2022
Nel vasto panorama degli investimenti, la diversificazione è spesso la chiave del successo finanziario. Tra le molte strategie a disposizione, una che merita attenzione è la strategia "bond laddering" o "scala di obbligazioni". Questa strategia intelligente offre un approccio equilibrato per gestire il portafoglio, specialmente in un contesto di tassi di interesse fluttuanti.
La strategia "bond laddering" coinvolge la creazione di un portafoglio di obbligazioni con scadenze distribuite in modo uniforme lungo una scala temporale. Ad esempio, invece di investire l'intero importo in obbligazioni a lungo termine o a breve termine, si suddivide l'investimento in obbligazioni con scadenze diverse, come 1, 3, 5, 7 e 10 anni. Questa strategia offre diversi vantaggi. In primo luogo, riduce il rischio legato alla fluttuazione dei tassi di interesse. Quando le obbligazioni raggiungono la scadenza, i proventi possono essere reinvestiti in nuove obbligazioni con rendimenti correnti di mercato. Ciò consente agli investitori di adattarsi dinamicamente alle condizioni di mercato in evoluzione. Inoltre, la "scala di obbligazioni" può fornire un flusso di cassa regolare, poiché le obbligazioni scadono a intervalli regolari. Questa caratteristica la rende particolarmente attraente per coloro che cercano una fonte stabile di reddito fisso nel tempo. Tuttavia, è importante tenere presente che come ogni strategia di investimento, anche la "bond laddering" comporta rischi. La fluttuazione dei tassi di interesse e i cambiamenti nelle condizioni economiche possono influenzare il rendimento complessivo del portafoglio. In conclusione, se sei un investitore alla ricerca di stabilità, reddito regolare e una gestione prudente del rischio, la "bond laddering" potrebbe essere una strategia da considerare insieme al tuo professionista che ti segue. Come sempre, è consigliabile consultare un consulente finanziario prima di apportare cambiamenti significativi al proprio portafoglio, assicurandosi di adattare la strategia alle tue esigenze e obiettivi finanziari specifici. Uno degli aspetti spesso trascurati quando si investe nei mercati finanziari è la gestione delle minusvalenze.
Le minusvalenze rappresentano le perdite subite in seguito a investimenti che hanno registrato un calo di valore rispetto all'acquisto iniziale. Ma sapevi che è possibile sfruttare i Titoli Obbligazionari per recuperare fiscalmente queste minusvalenze? I Titoli di Stato italiani, ad esempio, sono spesso considerati un'opzione di investimento sicura e affidabile. Tuttavia, possono anche svolgere un ruolo importante nel recupero fiscale delle minusvalenze. Ecco come funziona: I Due Tipi di Rendimento: I Titoli di Stato possono generare due tipi di rendimenti. Il primo deriva dai pagamenti periodici noti come cedole, emessi ogni sei mesi. Il secondo deriva dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita del titolo. Rendimento Cedolare e Rendimento da Compravendita: Il rendimento cedolare viene considerato un reddito da capitale, mentre il rendimento da compravendita è classificato come reddito diverso. La differenza chiave tra i due è che il reddito cedolare non può essere utilizzato per compensare le perdite passate, mentre il reddito da compravendita può. Un Esempio Pratico? Supponiamo di avere un Titolo di Stato italiano con un rendimento del 1,80% e un prezzo attuale di 97,50, che è acquistato oggi e venduto a un prezzo di 100 in futuro. In questo caso, riceverai pagamenti cedolari semestrali dello 0,90% e un guadagno da compravendita di 2,5 punti. I pagamenti cedolari verranno tassati e accreditati su c/c, il guadagno da compravendita invece potrà essere utilizzato per compensare le perdite passate. Termini di Recupero: La legge fiscale italiana consente il recupero delle minusvalenze maturate nell'anno in corso e nei quattro anni successivi. Questo significa che se hai subito perdite negli investimenti, puoi utilizzare i rendimenti da compravendita dei Titoli di Stato per compensarle, riducendo così la tua imposta sul reddito. Strategie di Recupero: L'utilizzo dei Titoli di Stato italiani come strumento per il recupero delle minusvalenze è una strategia consigliata, specialmente se si desidera ridurre il rischio. Questi strumenti garantiscono il rimborso del capitale nominale (salvo eventi straordinari), il che li rende ideali per il recupero fiscale. È importante pianificare le strategie insieme ad un consulente finanziario, che supporti la pianificazione e la gestione dei titoli, partendo da un analisi del portafoglio in essere, valutando gli strumenti che effettivamente sono da vendere in quanto inefficienti, passando alla gestione del nuovo piano dedicato al recupero delle perdite, gestendo le scadenze in modo da massimizzare l'efficacia di questo processo di recupero. La cosa più grave che possa accadere (ed incidere) a livello economico come evento improvviso e inaspettato è sicuramente il decesso.
E ancor più grave è quando la morte va ad incidere, sempre parlando a livello finanziario escludendo gli ovvii risvolti emotivi, su qualcuno di cui abbiamo responsabilità. Responsabilità soprattutto economica, come quella che si può avere verso dei minori in qualità di genitori. Assicurativamente parlando, proteggere i rischio conseguenti alla premorienza è semplice ed economico, perché le probabilità calcolate dalle compagnie sono basse, ma appunto, per questo fattore statistico, essendo basse le possibilità di accadimento sono invece alte le conseguenze economiche in caso di imprevisto. Ragione per cui la morte è il vero e primario rischio da coprire quando parliamo di pianificazione finanziaria. Sul mercato, ad esempio, un consumatore può anche trovare prodotti a copertura di rischi più quotidiani, probabili e "reali", come malattia, o infortuni, ma spesso queste coperture richiedono massimali sostanziosi che finiscono per tradursi, a livello di premi da pagare, in importi spesso elevati. Una prima soluzione assicurativa da affrontare, nel campo della pianificazione economica personale, è appunto contro il rischio della premorienza; soprattutto se l'assicurato è giovane, un semplice contratto contro il rischio morte è semplice, perchè copre un unico evento ovvero il decesso, ed economico. Se avviene l'evento durante l’anno, la compagnia assicuratrice paga il capitale concordato. Se non avviene, la polizza si rinnova. Semplicità, e garanzia che tutto funzioni in caso dell’evento avverso. Perché non ci si assicura sui piccoli eventi che se succedono influiscono economicamente poco, ma ci si assicura sugli eventi rari, ma che se succedono provocano disastri economici. Ora che abbiamo visualizzato l'importanza di assicurarsi contro l'evento più nefasto la domanda seguente è "quanto mi assicuro"? 50? 100? 200.000 euro? Spesso suggerisco di partire con almeno 200.000 euro su soluzioni semplici per il puro rischio morte, e di non prendere nemmeno in considerazione importi minori. Perché? Perché è il capitale medio necessario per crescere un figlio almeno fino ai 18 anni. La copertura vi garantisce il futuro dandovi reddito. Senza reddito non c’è futuro, o si rimodulano le spese, o si rinuncia agli obiettivi. Quanto costa all’anno? Per un ragazza o ragazzo giovane, sui 25-30 anni non ci si discosta da un premio annuale di circa 100/130 euro. E il premio rimane fisso per la durata concordata che spesso può essere 10 o anche 20 anni. Decidere di stipulare un contratto quando si sarà inevitabilmente più “anziani”, comporterà ovviamente un rialzo di premio assicurativo annuo, per cui come molto spesso ripeto spesso su argomenti di natura "finanziari", prima si parte, prima si hanno benefici. Suggerisco, infine, di controllare sempre eventuali clausole specifiche, di controllare che l'intermediario faccia compilare i questionario di valutazione medica, necessari alla compagnia per "conoscere" il rischio che sta assumendo. In finanza esiste un ingrediente segreto a disposizione di tutte le persone, sia per famiglie con patrimoni elevati sia per giovani che da poco si sono approcciati agli investimenti.
Ma pochi investitori decidono di utilizzare correttamente questo ingrediente che potrebbe tranquillamente, senza spese e senza sforzi, trasformare il loro percorso di successo come investitori e il futuro destino degli investimenti. Di cosa sto parlando? Del tempo. L’unico ingrediente che permetterà ai tuoi investimenti di crescere è il tempo. Ed è proprio il tempo l'ingrediente segreto che davvero vende e trasmette un buon consulente finanziario, unito alla pianificazione e al controllo delle tue azioni e dei tuoi comportamenti. Comportamenti che spesso, se non la maggior parte delle volte, risultano scorretti e possono quindi portati fuori dalla carreggiata del percorso finanziario impostato, soprattutto quando arrivano le piogge e i temporali si affacciano all'orizzonte. Il consulente finanziario non può pianificare la direzione del mercato ne può prevedere il suo massimo o i suoi minimi, ma può invece aiutarti nel pianificare delle soluzioni per proteggere e rivalutare nel tempo il tuo patrimonio già formato o progettare un piano di risparmio da dedicare a dei progetti futuri. Pianifichiamo sul mercato ed attraverso il mercato con gli strumenti a disposizione. Non pianifichiamo l’andamento del mercato. Concentrarsi quindi sul tempo, più che sul rendimento, è l’unico fattore fondamentale per investire correttamente con successo. Avendo dalla parte un buon consulente finanziario che aiuti a far prendere decisioni corrette per i propri risparmi, con strumenti efficienti a completare il tutto. Sei sicuro di seguire le fonti giuste, quando si parla di finanza personale?
Abbiamo enormi difficoltà a pensare al domani e non siamo abituati ad interrogarci sulla nostra vita futura, ma al tempo stesso abbiamo una grandissimo desiderio di trovarci nel futuro in salute, con persone a cui volere bene e con una discreta disponibilità economica. Non possiamo volere il risultato finale se non ci attiviamo in prima persona per iniziare un percorso corretto che ci porti al buon risultato sperato. Decidere bene chi seguire, decidere bene dove informarsi e soprattutto, decidere bene dove rivolgersi quando si cercano soluzioni reali alle domande finanziarie della tua vita diventa davvero fondamentale, in una giungla di informazione che è diventato questo mondo, dove tutti sono professionisti di “Finanza Personale”. Ma fintanto che cercherai soluzioni e stratagemmi da pseudo professionisti che ogni giorno non tardano a: - commentare le ultime news e mercati - parlare di cosa ha fatto una singola azione/indice - sponsorizzare settore/titolo del momento - mostrare guadagni speculativi trading - fare previsioni sul “domani” dubito davvero che al primo serio problema finanziario che ti si mostrerà davanti o al primo storno di mercato ti verranno in soccorso l'ultima emissione di Btp, o il guru di Youtube o l'ennesimo etf tematico, portandoti una pronta soluzione miracolosa alla tua difficoltà economica. Miracoli, almeno in finanza, ce ne sono gran pochi, e i problemi economici della vita vanno anticipati e prevenuti con un esperto pianificatore finanziario, che parli solo solo e soltanto di vera finanza personale / educazione finanziaria. E per vera intendo un esperto che non parli altro che di: - parlare di rischi e protezione - costruire un piano per avere un capitale futuro - pianificare acquisti importanti (casa) - progettare obiettivi per persone importanti (figli) - tramandare patrimonio senza problemi Perché la vita finanziaria è il fulcro centrale della vita stessa, dei tuoi desideri e dei tuoi obiettivi, e ti serve un vero consulente di finanza personale al tuo fianco che verifichi la tua situazione e ti aiuti nel corso degli eventi finanziari futuri. Non puoi prevedere il futuro, ma puoi pianificare il futuro che vorresti. Il mercato e l’economia ci regaleranno sempre un buon motivo per dubitare della strategia che abbiamo deciso di seguire.
Per questo la strategia e l’obiettivo finale dovranno essere più forti del mercato e degli eventi avversi a cui andremo incontro. Per quale motivo? Perchè rimanere sui mercati tanti anni è incredibilmente difficile, ma assolutamente conveniente. Negli ultimi 50 anni investire sulle aziende quotate dell’intero globo terrestre per un solo anno avrebbe potuto restituire un profitto che va da un +59% fino ad un drammatico -50%. Allungando l’orizzonte temporale, aumentando la permanenza sui mercati, ignorando il rumore di fondo e concentrandosi sul solo obiettivo finale, la piramide inverse ci mostra come i risultati negativi si riducono in maniera sensibile via via che gli anni passano, lasciando posto a soli risultati positivi. Ecco perchè ogni investimento deve avere un suo giusto “tempo di maturazione” per garantire il risultato pianificato all’inizio del percorso e per evitare brutte sorprese durante il tragitto. Restare sui mercati è conveniente ma un percorso lungo puo spesso nascondere delle insidie. Meglio quindi dotarsi dell’aiuto di un consulente (navigatore) che ti mantiene sulla carreggiata, evitando pericolose sbandate o tentazioni, permettendoti di raggiungere la destinazione finale, il tuo obiettivo pianificato, alla velocità a te piu confortevole. Quante volte in questo periodo ti sei chiesto se fosse un buon momento per investire, se è meglio aspettare, se conviene entrare perchè siamo già andati in basso, se forse è meglio vendere...
Potremmo andare avanti con queste considerazioni per una vita, ma la sostanza è che non puoi avere una risposta giusta ad una domanda sbagliata. Gli strumenti finanziari sono solo ed unicamente dei veicoli, che ti permettono di raggiungere i tuoi obiettivi finanziari, nel lungo periodo. Investire riguarda la tua vita, i tuoi obiettivi, i tuoi desideri. Non si investe per riuscire a fare qualche soldo extra. Ma soprattutto, il guadagno di un investimento non deve essere finalizzato a permettere consumi che il normale reddito da lavoro non riuscirebbe a garantire. Se cerchi questo, se cerchi il “colpo vincente” è meglio darsi al gioco d’azzardo o al casinò, dove almeno ci si diverte e si beve qualcosa in compagnia. E' per questo hai bisogno di un consulente che ti segua durante i percorsi complicati degli investimenti. Un consulente che parli meno di Fed, Bce, tassi, mercati e rendimenti e parli molto di più di obiettivi, budget, risorse, persone e desideri. Pianifica con lui il futuro perché è lì che passerai il resto della tua vita. Come esseri umani odiamo il lungo termine, ma gli investimenti sono davvero profittevoli quando li conservi per decadi.
Non sopportiamo la volatilità, ma spesso gran parte del patrimonio lo investiamo in beni di cui non abbiamo idea il vero valore reale quale sia (immobili). Siamo troppo spesso preoccupati per il futuro, ma non ci passa proprio per la testa di perdere un paio di ore per capire come coprire i rischi che potrebbero rovinarci (invalidità permanente, morte, casa...). Cosa potrebbe succedere al nostro benessere, presente e futuro, se ci comportassimo diversamente? Se sposassimo un lungo orizzonte temporale unito al concetto di sana volatilità, destinando quote di capitale su strumenti diversificati, assicurandoci e preparandoci alle emergenze. Quanto benessere fisico e psicologico potremmo guadagnare, apportando piccole modifiche ai nostri comportamenti, spesso troppo umani? Cercare scelte che puntano al benessere, e non al rendimento di un investimento, al mercato piu redditizio o allo strumento migliore. Investire non è un evento, che capita così a ciel sereno e che ci fulmina nel bel mezzo del nostro cammino di vita. Investire è un mezzo di creazione e mantenimento del benessere. Un processo che ci accompagnerà tutta la vita, dall’entrata nel mondo del lavoro, agli inizi della carriera, al ritiro dagli sforzi quotidiani fino al meritato riposo in pensione. Qual’è oggi il percorso che vuoi impostare per i prossimi anni? Questo è il mio lavoro, e questa è la domanda che ti pongo. Da persona addetta ai lavori vedo quotidianamente, quando parlo di pianificazione a lungo termine, una risposta contraria che si concretizza nella necessità dell'essere umano di cercare pronte risposte e precise conferme su fatti e questioni di breve termine.
Che sia l'andamento dei mercati o le prospettive future di un azione l'essere umano ragiona da millenni seguendo un ottica di sopravvivenza a brevissimo termine. Il nostro cervello non è d'altronde abituato a fare ragionamenti a lungo termine, il nostro cervello è ancora ben fermo al paleolitico, quando il nostro scopo di esistenza era la sola sopravvivenza giornaliera unita all'incertezza di arrivare al giorno successivo. Siamo quindi incapaci per natura di programmare cosa sarà il dopo domani e fatichiamo a comprendere quanto sia più rilevante l’importanza di pensare al proprio futuro per quello che sarà il lungo percorso di vita degli anni a venire. Ma oggi, nel 2022, con una speranza di vita ben oltre i 75 anni, come possiamo fermarci a ragionare nel breve termine, lasciando il dopo domani al caso più totale? E come si traduce questa eredità comportamentale nell'ambito finanziario, dove le migliori scelte si sviluppano su lunghi orizzonti temporali? Vedo tutti i giorni, durante la mia attività di pianificatore, genitori con figli piccoli senza assicurazione sulla vita. Incontro anziani senza testamento e senza alcuna idea di pianificazione successoria. Ascolto lavoratori autonomi, senza copertura sull’invalidità. Conosco giovani lavoratori senza risparmi, ma indebitati fino al collo. Ragiono con clienti su patrimoni immobiliari suddivisi tra familiari che da anni neanche più si parlano. Gli imprevisti capitano e il messaggio che voglio portarti è che talvolta questi imprevisti non capitano sempre agli altri. E le conseguenze, se non ci si pensa prima, possono essere devastanti. Ragionare su “cosa potrebbe succedere” è molto più rilevante rispetto al ragionare su cosa faranno domani le azioni Telecom o “quanto mi da quel conto deposito”. Prima di pensare come cacciatori del paleolitico abituiamoci a ragionare da esseri umani evoluti su come proteggere il nostro percorso di vita evitando scelte a breve termine poco razionali e illogiche. Gli investimenti non sono una scorciatoia per farti diventare improvvisamente ricco.
L'unica fortuna che potrai accumulare sarà grazie al tuo lavoro, alla tua attività e ai tuoi sforzi quotidiani. Il risparmio e il capitale che andrai a generare, se correttamente investito, ti permetterà poi di far lavorare i tuoi soldi, mentre tu ti occupi delle tue passioni. Perchè il risparmio senza investimento non ha alcun senso. Ma ancora di più, risparmiare e basta non ti permetterà di diventare ricco. Per arricchirti dovrai lavorare, risparmiare e poi investire (bene). L'investimento ti permetterà di moltiplicare gli effetti del tuo potere di risparmio, mentre tu ti potrai occupare del tuo tempo e e delle persone a cui vuoi bene. Senza dimenticare che il tuo reddito, bene o male nel tempo resterà lineare o aumenterà comunque di qualche punto percentuale, durante il tuo percorso lavorativo. La quota di risparmio invece, se pianificata con un consulente tramite un attento budget delle tue risorse, potrà addirittura aumentare, aumentando quindi il tuo patrimonio. Molto semplicemente, permetterai ai tuoi soldi di farli lavorare, per te. Quindi come creare e aumentare il tuo capitale, nel lungo viaggio della tua vita lavorativa? Facendoti guidare lungo il percorso da un professionista, che lavora al tuo fianco, nel tuo interesse, rendendo il viaggio il più confortevole possibile attraverso gli imprevisti che potranno accadere, mantenendo la rotta verso i tuoi obiettivi. Ecco l'unica grande verità negli investimenti. Se nel 1992 bastava un 70% di obbligazionario in portafoglio per ottenere un rendimento del 5% oggi, per puntare ad avere “quasi” lo stesso rendimento, dovremmo costruire un portafoglio che come minimo il 70% lo contenga come quota di azionario.
Cosa significa questo? Vuol dire “sopportare” una volatilità circa 2 volte e mezzo più alta rispetto a 30 anni fa, solo per riuscire ad ottenere lo stesso rendimento. Il bivio che quindi l’investitore ha davanti porta a due strade, accettare una volatilità più alta e quindi un orizzonte temporale più lungo per il proprio percorso di investimento, o rinunciare al rendimento “di una volta” abbassando le stime attese future. Se vuoi oggi investire il tuo patrimonio ti viene quindi richiesto uno sforzo maggiore rispetto a 30 anni fa, e da ciò ne deriva quindi la conseguenza che il portafoglio di investimento sarà necessariamente molto più complesso, molto più rischioso e il viaggio verso l’obiettivo finale sicuramente più avventuroso e difficile da gestire (soprattutto a livello emotivo). Tutto questo difficile sforzo per raggiungere lo stesso obiettivo di rendimento di 30 anni fa. Il consiglio per cui è sempre quello, non conviene improvvisarsi piccolo chimico tra i mercati più improbabili e le più svariate asset class per cercare il portafoglio perfetto (e quindi il rendimento sperato) o il famoso “colpaccio”. Portare i tuoi soldi e il tuo patrimonio su questa via espone il tuo capitale a rischi che oggi, inebriato dai rendimenti degli ultimi 10 anni, non puoi neanche immaginare, perchè quando si parla di soldi, dei tuoi soldi, farti guidare dal consulente professionista è l’unica strategia per reggere l’emotività durante i futuri scenari complicati di alta pressione. Delegare questo compito a qualcuno di competente, che lo fa di mestiere, che conosce cosa sta facendo e che ci dedica ore di studio, giorno dopo giorno e che ti può guidare lungo il complicato percorso verso il tuo obiettivo di vita, è il primo passo verso la serenità (e quindi verso il rendimento). Hai un problema legale.
Vai da un avvocato. Hai un problema serio? Cerchi il migliore avvocato della città. Hai un problema alla macchina. Vai da un meccanico. Hai un problema serio? Cerchi il migliore meccanico della zona. Hai un problema di salute. Vai da un dottore. Hai un problema serio? Cerchi il migliore dottore dell’ospedale. Hai un problema finanziario. Ti informi su internet. Chiedi a tuo cugino. Vai alla banca del paesello. Leggi giornali. Compri dei corsi online. Trovi la soluzione miracolosa. Perdi soldi. Mandi tutti al diavolo. Quando parliamo di soldi (dei tuoi soldi, guadagnati col tuo sudore!) desiderare che siano gestiti professionalmente, da un consulente che lavora al tuo fianco, dovrebbe essere la normalità. Così come è normale andare da un dottore, se si sta poco bene, o dal migliore avvocato per un problema legale. Pensare che basti conoscere quattro strumenti finanziari per impostare un corretto processo di investimento ti porterà via solo soldi, energie ma soprattutto tempo. Tempo prezioso, che potresti dedicare a sviluppare e migliorare il tuo vero lavoro, il tuo business, ovvero la tua principale fonte di reddito, e di soddisfazione personale. Lasciando ad un professionista, che lavora al tuo fianco, la gestione del processo di creazione e mantenimento del benessere futuro, e godendoti il tempo libero con le persone a cui vuoi bene. “Inflazione significa essere povero con tanti soldi in tasca”, scherzava Ugo Tognazzi negli anni 70.
Situazione odierna: “Il prezzo della tazzina di caffè potrebbe crescere fino a 1,50€” Cosa fare? Investire buttandosi a capofitto sui mercati tutto e subito per ripagarsi l’aumento del caffè o della benzina? Certo che no. Ma anche la strategia opposta non funziona, ovvero tenere tutta la liquidità immobile su conto corrente. Per il risparmiatore Italiano infatti vedere sull’estratto conto della propria banca la stessa cifra anno dopo anno regala un impagabile illusione, che nulla sta accadendo ai nostri soldi, custoditi al sicuro e riparati da ogni male. Ma non è cosi. Soprattutto in questi mesi dove l’aumento dei prezzi si sta facendo sentire in maniera evidente, lasciare una quantità esagerata, rispetto alle esigenze di breve periodo, sul conto corrente non equivale esattamente a metterli al sicuro. I soldi non investiti infatti nel tempo andranno a valere sempre meno e magari poi, quando ti serviranno davvero in futuro, per affrontare delle spese importanti, ti accorgerai che non saranno abbastanza. L’unica soluzione è usare la consapevolezza, investendo con un consulente finanziario per obiettivi, in maniera chiara, semplice ed efficace su un arco temporale medio lungo tramite un portafoglio di investimento ben diversificato, dove i rischi sono statisticamente quasi azzerati. Al contrario, lasciare per strada i rendimenti positivi dei mercati nel lungo periodo equivale ad un unica certezza, la certezza di garantire al nostro patrimonio una perdita certa, costante e garantita dovuta appunto dalla tassa sulla pigrizia, l’inflazione. Un Piano di Accumulo del Capitale, spesso chiamato PAC, è un meccanismo di investimento che ti permette di investire gradualmente tramite piccoli acquisti mensili.
Il PAC è la soluzione ideale per chi desidera investire nel lungo termine ma non ha ancora grandi cifre a disposizione ed è una soluzione di investimento basata su un piano di versamenti periodici, ricorrenti ed automatici. Come funziona? Incrementando il tuo investimento regolarmente, ad esempio una volta al mese in un giorno programmato, vedrai crescere il tuo risparmio nel tempo. Il Piano di Accumulo è efficace perchè riduce gli effetti delle oscillazioni del mercato di riferimento, abbassando i rischi rispetto ad un investimento PIC ovvero un investimento a capitale Unico. Se ben costruito il PAC è inoltre efficiente perchè ti permette di investire su un ampio paniere di titoli, diversificando l'investimento rispetto all'acquisto di titoli singoli. Quale strumento scegliere come investimento PAC? Il paniere che funge da base della pianificazione e della diversificazione a lungo termine è quello che replica l'azionario mondiale ovvero il contenitore per eccellenza di tutta l'economia dei paesi sviluppati. Stati Uniti, Europa, Canada, Giappone. Oltre 1500 aziende. Ma cosa fare prima di decidere l'importo mensile? Prima di decidere l'importo della quota dovrai fare un attenta analisi del tuo budget e della tua capacità di risparmio per capire esattamente qual'è il contributo ottimale ricorrente che darai al tuo investimento. Maggiore sarà la tua capacità di risparmio, soprattutto nei primi anni di vita del PAC, maggiore sarà il tuo contributo al piano di investimento. Una volta impostato il pilota automatico per il tuo investimento PAC non ti resterà altro da fare che goderti il viaggio, vedendo il tuo investimento che inizierà a crescere mese dopo mese. Più lungo sarà l'orizzonte temporale più a lungo l'interesse composto, cioè gli interessi che guadagnano interessi, lavoreranno a tuo favore. Il PAC si muoverà attraverso i mercati e loro fluttuazioni, i boom e le recessioni, andando sempre a comprare qualche quota. Con questo metodo ridurrai la volatilità e quindi il rischio di vedere il tuo investimento a lungo termine con il segno negativo, regalandoti nel tempo i rendimenti che il mercato porta agli investitori pazienti e costanti. Non pianificare il futuro ti espone a rischi finanziari che possono distruggere il tuo attuale tenore di vita e la serenità finanziaria futura della tua famiglia.
La paura di dover affrontare un evento avverso futuro, il famoso “non si sa mai”, ti porta a tenere liquidità ferma sul conto corrente. Liquidità che potrebbe rivalutarsi in maniera adeguata ma che invece resta ferma, immobile, impaurita sul conto. In attesa. Attesa che col passare del tempo non fa altro che regalarti una perdita certa alla tua liquidità, che continuerà a perdere potere d’acquisto, impoverendoti lentamente e in maniera invisibile. Per affrontare il problema dobbiamo partire dalla radice della paura, ovvero capire cosa intendiamo quando parliamo della paura del non si sa mai. Cosa potrebbe rappresentare il non si sa mai? Tutelare il tenore di vita dei miei figli? Sostenere il reddito della famiglia? Aiutare le persone a me care in caso non ci fossi più? Di sicuro accumulare compulsivamente sul conto non ti permetterà di mettere da parte grosse cifre. Uno dei primi passi quindi per una corretta pianificazione finanziaria è quello di assicurarsi. Una polizza di assicurazione semplice, come la temporanea caso morte ti permette, pagando un piccolo premio, di scaricare un costo finanziario enorme. Questo costo finanziario si chiama reddito mancante futuro e può essere conseguenza di un evento avverso come ad esempio il decesso del principale portatore di reddito in famiglia. In caso di decesso avere una polizza caso morte al proprio fianco garantirà alla tua famiglia un capitale immediato per vivere serenamente, nel caso il reddito mensile dovesse mancare. Immaginiamo di dedicare 25€ al mese per coprire il rischio di premorienza, garantendo ai nostri cari un capitale di 200.000€. Sai quanto tempo ti serve per arrivare a 200.000 € con 25 € al mese di risparmio sul conto infruttifero? Circa 700 anni. Qual è il senso di tenere soldi fermi sul conto infruttifero se poi capita un evento di questa portata? Nella vita di un genitore non ci sono solo spese quotidiane, ci sono anche spese spesso importanti a cui prima o poi bisognerà far fronte.
La macchina a 18 anni, l'Università a 20 anni, un anticipo per un futuro Mutuo. Identificare una spesa importante porta inevitabilmente a farsi delle domande su come poter eventualmente raggiungere la cifra necessaria per affrontare la futura uscita di denaro. Il consulente finanziario è il professionista che ti aiuta ad identificare l'obiettivo futuro per creare una strategia che ti permetta di non farsi trovare impreparati quando l'obbiettivo si sarà trasformato in realtà. Perchè il tempo passa, e prima o poi la spesa importante suonerà al campanello di casa. Prendiamo alcuni spunti interessanti dall'ultimo Plus del Sole 24 Ore, dove si evidenzia l'importanza di investire il prima possibile per figli e nipoti. * Risparmiare per garantire ai figli un futuro sereno è la preoccupazione di ogni genitore * Se si inizia presto il capitale avrà più tempo per aumentare, è importante quindi partire il prima possibile * L'ideale è investire tramite un Pac con cui si investe poco alla volta; in un arco di tempo di 15 anni storicamente i ritorni su qualsiasi asset sono positivi * La cosa importante è investire ad intervalli regolari così da imporre una disciplina ed una regolarità di risparmio Conoscere soltanto le migliori regole purtroppo però non basta. Le regole vanno messe in pratica per essere trasformate in soluzioni reali, e qui il consulente finanziario entra in gioco, aiutandoti a collegare l'esigenza reale ad un piano di investimento efficace per il raggiungimento dell'obiettivo. Un esempio di obiettivo reale di investimento potrebbe per esempio essere la pianificazione delle spese per l'università dei figli o dei nipoti, una spesa importante che molte famiglie si trovano ad affrontare. Obiettivo 100.000 euro per l'Università? Iniziando alla nascita del figlio simulando un orizzonte temporale di 18 anni: 200 euro su un piano di accumulo mensile su un profilo dinamico per raggiungere la cifra obiettivo. Se iniziamo tardi, per esempio simulando un partenza quando il figlio avrà 9 anni: 600 euro su un piano di accumulo mensile su un profilo dinamico fino ai 18 anni per arrivare alla cifra obiettivo essendo l'orizzonte temporale dimezzato. Porsi un obiettivo e adottare una strategia per raggiungerlo aiuta a non farsi trovare impreparati quando l'obbiettivo si sarà trasformato in realtà. |
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Aprile 2026
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